Chi è e come si chiama il medico specialista per la cura dei capelli

Chi è e come si chiama il medico specialista per la cura dei capelli

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La caduta dei capelli è un tasto dolente per una percentuale rilevante di uomini, ma la sua incidenza sta aumentando anche tra le donne. In diversi casi è possibile porvi rimedio, l’importante è rivolgersi ad uno specialista che possa inquadrare la situazione, attraverso un attento esame clinico, strumentale ed ematologico, in modo da indicare, caso per caso, la cura più adatta.

Ma il punto è proprio questo, ovvero esistono diversi specialisti che trattano la cura dei capelli e del cuoio capelluto, ognuno con caratteristiche specifiche, e spesso si rischia di fare confusione quando bisogna rivolgersi a uno di loro. Esistono infatti diversi specialisti e non è semplice capir echi sono e cosa fanno. Cerchiamo quindi di fare chiarezza e andiamo a scoprire chi è e come si chiama il medico specialista per la cura dei capelli.

Quali sono le malattie che riguardano i capelli?

Un problema con cui devono fare i conti molte persone è il cosiddetto telogen effluvium, ovvero un’aumentata caduta dei capelli. L’assenza o il diradamento dei capelli è ascrivibile principalmente all’alopecia androgenetica, chiamata comunemente calvizie, che colpisce sia la zona delle tempie (stempiatura), sia quella del vertice della testa (chierica). Nelle donne, invece, si osserva un lento diradamento nella zona centrale del cuoio capelluto.

All’origine vi è una progressiva involuzione del follicolo pilifero ad opera di un enzima, il 5-alfa reduttasi, che provoca l’assottigliamento e l’indebolimento dei capelli, che oltre a ridursi di spessore iniziano anche a cadere.
Altri tipi di alopecia sono quella areata, malattia autoimmune caratterizzata dalla caduta di capelli a chiazze, e quella cicatriziale, che può essere congenita o acquisita e consiste nella completa distruzione dei follicoli piliferi.
A livello del cuoio capelluto, un disturbo piuttosto comune, specialmente tra gli uomini, è la forfora che, in assenza di eccesso di sebo, cade sulle spalle (forfora secca), mentre in presenza di un’eccessiva produzione di sebo, causa la formazione di crosticine di colore giallastro (forfora grassa).

Chi è lo specialista per la cura dei capelli?

Quando la salute dei capelli è messa a dura prova occorre affidarsi ad uno specialista, che individuerà il problema nella sua fattispecie e indicherà il trattamento più idoneo. La figura professionale deputata all’individuazione di anomalie che interessano i capelli è il dermatologo specializzato in tricologia, la scienza che studia la struttura, le funzioni e le affezioni di peli, capelli e cuoio capelluto. Un attento esame dermatologico, unito alla storia clinica del paziente, permette di avere una quadro preliminare della condizione dei capelli e di formulare la corretta diagnosi, indispensabile per poter prescrivere la cura più appropriata.

Il tricologo ha a disposizione molti strumenti d’indagine necessari per effettuare una corretta diagnosi preliminare all’adozione di cure specifiche. Attenzione però a scegliere professionisti qualificati e a non cadere nelle mani di falsi esperti che cavalcano il business della caduta dei capelli.

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Chi sono gli altri specialisti?

Il dermatologo specializzato in tricologia non è l’unico medico in grado di curare le patologie legate alla salute dei capelli. Come abbiamo accennato all’inizio il settore dei capelli è molto complicato e seppur in Italia non esista ancora una figura specifica, a seconda del tipo di problema e della soluzione, esistono altre tre figure in grado di dare una soluzione e trattare i capelli.

Andiamo quindi ad analizzare questi tre medici specialisti per la cura dei capelli.

  • Specialista Dermatologo: il dermatologo è il medico specializzato in dermatologia e che studia quindi il derma ovvero la pelle e la cute. Questo medico è in grado quindi di analizzare anche il cuoio capelluto e lo scalpo (e quindi anche peli, capelli, ghiandole sudoripare, unghie) perciò è in grado di fornire una diagnosi e una cura.
  • Specialista Endocrinologo: una delle cause della perdita o diradamento dei capelli sono proprio il cambio e la disfunzione ormonale, tipica per esempio nelle donne in menopausa (squilibri estrogeni-androgeni) o durante il periodo di allattamento o gravidanza. L’Endocrinologo è lo specialista l’attività delle ghiandole endocrine e quindi la funzione degli ormoni e le eventuali conseguenze derivanti dal loro mutamento o malfunzionamento. Molto importante anche quando la causa scatenante della perdita dei capelli deriva dal malfunzionamento della tiroide.
  • Specialista Tricopigmentologo: questa è una figura para-medica e quindi non per forza laureato in medicina (basta seguire un corso specializzante con attestato riconosciuto dall’ASL e dal Ministero della Salute), ma studia la metodologia della micro-pigmentazione del cuoio capelluto. Questa figura è in grado di riprodurre l’effetto visivo del cuoio capelluto immettendo particolari pigmenti all’interno della cute.

In cosa consiste la visita tricologica?

tricologoLa visita medica tricologica è consigliata a tutti coloro che manifestano alcuni disturbi legati ai capelli e al cuoio capelluto, quali: dermatite seborroica, capelli fragili, alopecia androgenetica, alopecia areata, forfora, psoriasi, ecc. Essa si compone di vari momenti. Si comincia con un’attenta anamnesi, volta a comprendere se alla base del problema ci sia una predisposizione familiare, un errato stile di vita, livelli eccessivi di stress, eventuali malattie o terapie in corso.

Si prosegue con un esame obiettivo (ispezione visiva) eseguito per mezzo di una lampada dermatologica con ingrandimento che permette una prima valutazione delle anomalie del cuoio capelluto. In presenza di una caduta di capelli, in genere il dermatologo esegue una serie di test manuali come il pull test, che valuta la resistenza dei capelli alla trazione, e il wash test, che consiste nel far lavare la testa al paziente per osservare la quantità di capelli persi. Se lo ritiene necessario, egli procederà ad un’analisi strumentale.

Quali sono gli esami più diffusi in tricologia?

dermatoscopioIl tricologo può sottoporre il paziente ad alcuni test tricologici che servono a valutare la salute del capello e sono utili per la diagnosi e il monitoraggio nel tempo delle malattie della chioma e del cuoio capelluto. Per capire la fase in cui si trova il capello può essere d’ausilio il tricogramma, un’analisi effettuata al microscopio che valuta la percentuale di capelli in crescita e quella in caduta.

Possono servire anche una biopsia del cuoio capelluto e una tricoscopia, un metodo non invasivo che consiste nell’osservazione del cuoio capelluto e dei capelli attraverso il dermatoscopio alla ricerca di segni identificativi delle varie patologie. Successivamente vengono scattate delle fotografie ad alto ingrandimento con il videodermatoscopio. Nel caso di pazienti appartenenti al gentil sesso, lo specialista potrà prescrivere degli accertamenti ematochimici per escludere la presenza di carenze di alcune vitamine, come la B12 o la D, o alterazioni dei livelli di ferritina, ormoni tiroidei e androgeni.

A questo protocollo si può aggiungere un’ecografia ovarica per valutare se eventuali problemi dei capelli sono dovuti alla sindrome dell’ovaio policistico. Essendo la salute dei capelli correlata allo stato di salute generale, può rivelarsi utile eseguire un’ecografia tiroidea che evidenzi eventuali alterazioni responsabili di una chioma secca e sfibrata.

La diagnosi e la terapia

Una volta effettuata la diagnosi, lo specialista prescriverà la terapia farmacologica più appropriata, avvalendosi sia di sostanze da assumere per via orale, come il finasteride, sia di preparati topici, come il minoxidil. Attualmente questi due farmaci rappresentano i punti cardine per la cura della calvizie.

Per l’alopecia areata, il trattamento principale consiste nella somministrazione di cortisone che serve ad alleviare l’infiammazione generata dal sistema immunitario ai danni dei follicoli piliferi. Laddove la terapia medica risulti insoddisfacente, si può ricorrere alla chirurgia, ovvero al trapianto di capelli, che consiste nel prelievo di capelli da altre zone (di solito la nuca) per inserirli dove necessario.

Altri trattamenti possibili

Esistono anche altri trattamenti, per esempio:

  • il laser,
  • il trattamento al plasma ricco di piastrine,
  • il dermocamouflage, ovvero il tatuaggio,
  • l’epitesi tricologica.

Quest’ultima è una tecnica alternativa di infoltimento che consente di rimediare ad un’alopecia parziale o areata grazie a protesi sintetiche nelle quali vengono inseriti capelli veri.

Conclusioni

E’ molto importante prendersi cura del proprio corpo e dei propri capelli fin da giovani e non sottovalutare quando cominciano a diradarsi. In alcuni casi è dovuto a cause genetiche e poco si può fare ma in moltissimi altri basta rivolgersi a uno specialista e adottare i rimedi opportuni e indicati.

In ottica di prevenzione, è importante recarsi dal tricologo ancor prima che si manifestino i primi sintomi di diradamento al fine di conoscere lo stato di salute della propria chioma e garantire la crescita dei capelli con trattamenti e comportamenti mirati. Fra i vari rimedi che si possono attuare esistono anche degli integratori naturali considerati food supplenment come Locerin (per leggere la recensione di Locerin clicca qui) e lozioni spray specifiche che aiutano a evitare la perdita e stimolano la ricrescita dei capelli.

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